Tra pubblicità fuorvianti e consigli sbagliati si rischia davvero di combinare danni!
L’esercizio del “pipì stop” è il consiglio più comune che viene dato in caso di incontinenza.

Ma fermiamoci un attimo e riflettiamo insieme:
Punto primo dobbiamo essere sicuri che si tratti di un’incontinenza da ipotono della muscolatura pelvica. Infatti, l’esercizio in questione, è classificato negli “esercizi di rinforzo”. Ma se l’incontinenza fosse causata da un ipertono?

Ad ogni modo, pur essendo certi che si tratti di un ipotono, l’esercizio in questione non andrebbe svolto!

 

Immaginiamo la vescica come un palloncino:
questo palloncino avrà dei recettori che indicano quando è pieno e quando è vuoto!
Ogni volta che si interrompe il flusso minzionale, l’informazione che viene trasmessa è sovrapponibile a quella di vescica vuota; contrariamente ogni volta si farà ripartire il flusso, l’informazione sarà sovrapponibile a quella della vescica piena (da svuotare).

Per farvela breve, è un esercizio che va ad “impallare” il sistema recettoriale della vescica.
Si arriva a non percepire lo stimolo della minzione o ad accorgersene troppo tardi.
Nei casi più estremi si arriva ad “incontinenza neurologica” 
ovvero all’incapacità di percepire quando la vescica è piena e quando no.

Invece di andare a migliorare, l’incontinenza peggiora.
Si passa quindi da un problema risolvibile con un semplice “allenamento” ad un problema più complesso che coinvolge parte del sistema nervoso periferico.

 

Il consiglio è sempre quello di affidarsi ad un professionista, eseguire una valutazione e decidere il piano terapeutico migliore!